Il risarcimento danni per il macroleso

I danneggiati che subiscono un danno grave in seguito a incidente stradale, infortunio sul lavoro o in un caso di malasanità hanno diritto al risarcimento dei danni.

Anche il familiare che subisca sofferenze morali e uno sconvolgimento delle proprie abitudini di vita in seguito a quanto accaduto a un proprio parente, danneggiato gravemente, ha diritto a ottenere un risarcimento danni da parte chi ha prodotto l’evento stesso.

La responsabiltà civile nel c.d. danno rifelsso

Con il termine macroleso in ambito di responsabilità civile si definisce il soggetto affetto da una grave lesione permanente all’integrità psicofisica.

Quest’ultimo, a causa delle lesioni subite, vede compromesso il normale svolgimento delle sue attività quotidiane, non essendo più autosufficiente.

Ciò brevemente premesso il nostro ordinamento giuridico prevede per chiunque subisca delle lesioni psicofisiche a causa di un illecito colposo da parte di terzi il diritto al risarcimento dei danni subiti (art. 2043 del Codice civile).

Nello specifico i danni risarcibili a cui ha diritto una persona rimasta gravemente lesa a seguito di un incidente o un infortunio sono definiti danni di tipo:

  • Biologico, ossia quelle menomazioni che comportano un’invalidità permanente superiore a 9 punti percentuali.
  • Morale, subiettivo rappresentate dal dolore o patema d’animo interiore.
  • Esistenziale, ovvero il pregiudizio che determina uno sconvolgimento delle abitudini di vita e degli assetti relazionali propri del soggetto.
  • Da lucro cessante, una categoria di danno patrimoniale costituto dal mancato guadagno subito e futuro (come ad esempio una riduzione della capacità lavorativa)
  • Emergente, rappresentato dalle perdite economiche subite e chi si subiranno a causa delle lesioni riportate (come ad esempio i costi sostenuti per curare la menomazione).

 

Per i parenti del soggetto macroleso solo da qualche anno la giurisprudenza ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno.

I pregiudizi subiti dai congiunti di una vittima vengono definiti danni riflessi o di rimbalzo, perché il danno, pur traendo origine da un illecito che ha colpito la vittima principale, può produrre conseguenze anche a terzi, le cosiddette vittime secondarie, le quali acquisiscono un diritto al risarcimento vero e proprio.

La liquidazione del danno ai parenti del macroleso

Per la liquidazione del danno è necessario tenere soprattutto conto della natura e intensità del rapporto tra il danneggiato e il congiunto e la quantità e qualità dello stravolgimento della vita familiare che, come abbiamo visto precedentemente, può essere dimostrata anche mediante presunzioni.

E’ quindi possibile per i congiunti ottenere un risarcimento del danno non patrimoniale, non solo quando si dimostri un totale sconvolgimento delle abitudini di vita del nucleo familiare, ma anche quando il familiare abbia patito una sofferenza d’animo (offesa morale) o un danno biologico (perdita di salute) a causa della grave menomazione riportata dal proprio caro.

Per il calcolo del risarcimento del danno da lesione parentale si utilizzano, come modalità di quantificazione unanimemente riconosciuta le tabelle del Tribunale di Milano sul danno non patrimoniale.

Con la sentenza n.12470 del 2017 infatti, la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito che per garantire una corretta valutazione del caso concreto e un giudizio uniforme di casi simili è preferibile avvalersi delle tabelle di Milano come criterio liquidatorio.

Perchè scegliere Assisto?

Assisto, in caso di sinistri stradali, infortuni sul lavoro o responsabilità medica, oltre a tutelare i diritti del danneggiato grave, affianca con la massima professionalità e trasparenza i suoi parenti senza chiedere nessun anticipo alle famiglie, mettendo a disposizione il proprio gruppo di esperti nel settore.